Interventi liquefazione terreno

La liquefazione del terreno è un fenomeno strettamente connesso alla natura del suolo.

La liquefazione avviene più frequentemente in depositi sabbiosi e/o sabbioso limosi sciolti, a granulometria uniforme, normalmente consolidati e saturi interposti a due strati di terreno più impermeabile. Durante la fase di carico, le sollecitazioni indotte nel terreno, quali possono essere quelle derivanti da un evento sismico, possono causare un aumento delle pressioni interstiziali (che non riescono a sfogarsi perché imprigionate tra due strati impermeabili) fino a eguagliare la tensione soprastante. Viene così annullata la resistenza al taglio del terreno secondo il principio delle pressioni efficaci di Terzaghi, e si assiste così a un fenomeno di fluidificazione del suolo.

In pratica, si può osservare che gli edifici costruiti al di sopra di un terreno soggetto a tale fenomeno subiscono affondamenti e ribaltamenti, in quanto il terreno non è più in grado di opporre resistenza vincolare alla spinta/peso proveniente dall’alto.

Quando si è accertato  il fenomeno della liquefazione, gli effetti che possono manifestarsi sul territorio sono diversi in funzione:

– della densità delle strutture presenti;
– delle caratteristiche geomorfologiche del deposito investito dall’intensità del sisma.

Le conseguenze che sono collegate a tali fenomeni possono essere:

– perdita di capacità portante e affondamento degli edifici, con cedimenti differenziali e assoluti oltre a possibili rotazioni e/o ribaltamenti;
– crollo e collassi strutturali di strutture come ponti, edifici ecc..;
– frane e manifestazioni morfologiche sulla superficie del deposito interessato.

-reflusso di terreno liquido in superficie

Durante la progettazione di nuove strutture o di opere di ingegneria è possibile ridurre il rischio di  liquefazione procedendo in maniera preventiva su più fronti.

Si può dichiarare il sito non idoneo e si cerca di  rilocalizzare le opere in progetto in altri siti più sicuri.

Oppure andranno fatti degli interventi mirati a ridurre la pericolosità, migliorando le caratteristiche del deposito o che scarichino le sovrapressioni d’acqua (compattazione superficiale o profonda, cementazione, modifiche granulometriche, abbassamento di falda, pozzi drenanti, pali in ghiaia,ecc..).

Oppure si eseguono degli interventi mirati a ridurre la vulnerabilità delle opere attraverso adeguate strutture di fondazione  su pali  incastrati in strati non liquefacibili e  armati nelle potenziali zone di transizione.

La microzonazione sismica analizzerà attraverso uno studio accurato la programmazione territoriale  aiutando coloro che progetteranno l’intervento, ad escludere le aree di territorio altrimenti indirizzate a destinazioni urbanistiche dotate di un potenziale rischio (residenziale, industriale, ecc.), tenendo conto della pericolosità sismica dell’area.